Cosa fare dopo il diploma
Partiamo dalla domanda giusta: che tipo di vita vuoi nei prossimi 2-3 anni
La prima risposta utile non è “scegli un corso”, ma “scegli una direzione”. Vuoi entrare presto nel mondo del lavoro oppure preferisci investire prima in una specializzazione? Ti immagini in un percorso più teorico o in un contesto pratico, con laboratori e stage? Hai bisogno di stabilità economica subito o puoi permetterti un periodo di formazione a tempo pieno? Insomma, capire cosa fare dopo il diploma è essenziale ed è una decisione che va presa con molta serietà.
Qui entra in gioco un punto spesso sottovalutato: la sostenibilità della scelta. Una decisione buona sulla carta, ma impossibile da reggere nella vita quotidiana, rischia di trasformarsi in un percorso interrotto. E quando si interrompe, aumenta la frustrazione e si perde fiducia. Per questo vale la pena ragionare su tempi, costi, spostamenti, necessità familiari e motivazione.
Università: quando è la strada più sensata e cosa aspettarsi davvero
L’università è una scelta forte quando ti serve una base teorica solida o quando il settore in cui vuoi crescere richiede una laurea (o la premia chiaramente). Non si tratta unicamente di studiare, ma di imparare un metodo, di costruire autonomia e di ottenere delle credenziali spendibili. Sul fronte lavoro, i dati mostrano differenze importanti tra livelli di istruzione: ISTAT evidenzia che nel 2024 il tasso di occupazione dei 25-64enni con titolo terziario è più alto rispetto a chi ha il titolo secondario superiore. Anche l’OCSE, nelle note paese di Education at a Glance, segnala che tra i 25-34enni in Italia l’occupazione è più bassa per chi non ha un titolo secondario superiore rispetto a chi lo possiede. La scelta universitaria funziona meglio quando è collegata a un progetto: “studio questo perché mi apre queste porte”, anche se la porta non è una singola professione ma un insieme di opportunità (ruoli, settori, concorsi, accesso a master). Tutti questi elementi aiutano a capire che cosa fare dopo il diploma.
ITS Academy e formazione professionalizzante: la via pratica per entrare prima nel lavoro
Chi fosse interessato a intraprendere un percorso che sia vicino alle aziende, con didattica applicata e tante ore di laboratorio e tirocinio, può valutare gli ITS Academy (e in generale la formazione terziaria professionalizzante). Non sono “scuola superiore 2.0”: sono percorsi post-diploma pensati per professionalizzare in tempi relativamente brevi e con un forte legame con i fabbisogni del territorio.
Un segnale interessante arriva dai dati AlmaDiploma: nel Profilo dei Diplomati 2024, una quota di diplomati dichiara di considerare l’idea di iscriversi a un corso ITS, con differenze tra indirizzi (professionali, tecnici, licei). Per molti adulti che tornano alla formazione, questa strada è rassicurante perché “spiega” chiaramente a cosa porta: competenze tecniche, esperienze in azienda, e spesso un passaggio più diretto verso l’occupazione.
Lavorare subito: come trasformarlo in un investimento, non in una pausa dagli studi
Quanti fossero interessati a entrare prima possibile nel mondo del lavoro dovrebbero cercare di vedere ogni impiego come un trampolino di lancio e come occasione di guadagno in termini di esperienza e di crescita. Chi si chiede che cosa può fare dopo il diploma deve tener conto dell’importanza di fare esperienza e di arricchire il proprio CV.
Gap year e scelte “ponte”: quando prendersi tempo è una scelta matura.
Prendersi un anno non significa restare fermi. Può voler dire lavorare, fare un’esperienza all’estero, seguire corsi brevi, ottenere certificazioni, recuperare competenze di base (lingua, digitale, matematica applicata), oppure sperimentare. Definendo degli obiettivi misurabili, anche prendersi un anno di pausa può diventare un acceleratore e un’occasione di crescita. E qui entra una domanda pratica: come capire cosa fare dopo il diploma senza farti travolgere dall’ansia? Trattala come una mini-strategia: obiettivo, risorse, tempi, prova, revisione.
Come decidere senza bloccarsi: tre criteri che funzionano quasi sempre
Le scelte grandi fanno paura perché sembrano definitive. In realtà, molte sono modificabili, e spesso si costruiscono per iterazioni. Un buon metodo è usare criteri semplici e “verificabili”. Il primo criterio di cui tener conto è quello di essere coerenti con quanto si vuole apprendere. Se l’obiettivo fosse quello di diventare competenti in un ambito specifico, il consiglio è quello di valutare quanto quel percorso faccia crescere davvero. Il secondo criterio è quello di scegliere opportunità reali e non immaginate. Questo significa cercare dati e fonti come report, note ufficiali e statistiche.
Per esempio, Eurostat monitora il fenomeno dei NEET (giovani che non studiano e non lavorano) e riporta dati comparativi tra Paesi UE: è un promemoria utile sul valore di restare attivi tra studio e lavoro. Infine, si consiglia di perseguire il principio della sostenibilità personale. Tempi, costi, energia mentale, logistica. Qui non c’è “giusto” o “sbagliato”, c’è “fattibile” o “non fattibile”. Se ti stai domandando come scegliere cosa fare dopo il diploma, prova a trasformare la scelta in un esperimento: un corso breve, un colloquio orientativo, una settimana di shadowing, un progetto pratico.
Domande frequenti che meritano risposte oneste
“E se sbaglio?” Sbagliare è comune e spesso utile, ma è diverso sbagliare in modo cieco e sbagliare con feedback. Se scegli una strada, datti un periodo di verifica e criteri per capire se sta funzionando: risultati, interesse, capacità di reggere ritmi, prospettive.
“Università o lavoro: quale conviene?” Dipende dal settore e dal tuo obiettivo temporale. I dati su occupazione e istruzione indicano vantaggi medi per livelli più alti, ma la media non racconta la tua storia personale. Chiedersi che cosa fare dopo il diploma professionale può essere un dubbio dilaniante, ma con le giuste info è possibile fare la scelta giusta!
“E se non posso permettermi di studiare subito?” Ci sono alternative: formazione part-time, percorsi professionalizzanti, lavoro con studio serale, borse e agevolazioni. L’importante è non uscire dal radar: restare in movimento è il modo più concreto per tenere aperte le opportunità. Se ti chiedi "non so cosa fare dopo il diploma", dunque, non ti resta che affrontare il problema acquisendo informazioni utili.
Due mosse pratiche per partire con meno confusione
Se sei arrivato fin qui, probabilmente la domanda di fondo è ancora lì: Cosa fare dopo il diploma? La risposta utile è: costruire una scelta informata e sostenibile, senza aspettare la certezza assoluta. In primo luogo, è essenziale parlare con persone che fanno già il lavoro che si immagina. Questo per capire le competenze davvero richieste e gli errori comuni. Una seconda mossa è cercare fonti solide e aggiornate: ISTAT per i dati su istruzione e occupazione, OCSE per confronti internazionali, report AlmaDiploma per fotografie sulle scelte dei diplomati. Con le giuste info ecco che diventa possibile capire cosa fare dopo il diploma di liceo.