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Secondo diploma

Secondo diploma


Tornare a studiare da adulti potrebbe non essere una “passeggiata”. Molti tornano a studiare perché vogliono cambiare settore, altri perché vogliono puntare a concorsi o avanzamenti. Altri ancora vogliono prendere un secondo diploma perché si sono accorti che il proprio titolo non è sufficiente per trovare un’occupazione gratificante. In questo articolo cercheremo di capire se conviene prendere un secondo diploma, come prendere questa scelta e che cosa aspettarsi da questo percorso.

Prendere un secondo diploma è una scelta possibile e prevista, ma va affrontata con lucidità: capire il percorso adatto, i requisiti, i tempi e, soprattutto, quale risultato serve davvero (un nuovo indirizzo spendibile? un titolo per accedere a un corso post-diploma? un requisito per un concorso?). Vediamo ora come prendere un secondo diploma, quali sono le normative di riferimento e le criticità.

Quando ha senso aggiungere un diploma al proprio percorso


Prendere un secondo diploma ha senso quando serve avere un secondo titolo per sbloccare un passaggio reale che potrebbe essere l’accesso a un settore tecnico o la candidatura in aziende che richiedono un determinato indirizzo. Spesso la domanda di fondo è una sola: conviene prendere un secondo diploma se ho già un lavoro? La risposta dipende dall’obiettivo e dal tempo che si vuole investire. Se serve un indirizzo che sia coerente con quanto si vuole fare nei prossimi 3-5 anni, allora prendere un secondo diploma potrebbe essere davvero la scelta ideale. Se invece è solo “un titolo in più”, senza un progetto, il rischio è spendere energie senza un ritorno concreto.

/h2>Le tre strade più comuni in Italia
In Italia esistono più modalità per prendere un secondo diploma di maturità, e la scelta dipende dall’età, dal tempo a disposizione e dal tuo titolo di partenza. La prima strada per prendere un secondo diploma è quella di presentarsi come candidato esterno all’Esame di Stato, cioè prepararsi da privatista e fare domanda per sostenere l’esame presso una scuola statale o paritaria. Il Ministero spiega esplicitamente questa possibilità e i passaggi generali per conseguire un secondo titolo.

La seconda strada passa dai percorsi di istruzione degli adulti (CPIA e percorsi di secondo livello), pensati per chi lavora o ha bisogno di una didattica più flessibile (serale, modulare, con riconoscimento di crediti). Il Ministero descrive questi percorsi come finalizzati anche al conseguimento del diploma tecnico, professionale e artistico.
La terza strada riguarda chi è ancora “dentro” un percorso scolastico o vuole riallineare l’indirizzo attraverso esami integrativi o di idoneità, strumenti che permettono passaggi tra indirizzi o recuperi mirati, secondo regole definite.

Come funziona la via del candidato esterno, spiegata semplice


Questa è la scelta più citata quando si parla di come prendere un secondo diploma in tempi compatibili con lavoro e famiglia. Occorre presentare domanda nei termini stabiliti ogni anno e si viene poi assegnati a un’istituzione scolastica dove sostenere gli esami previsti. Il Ministero dedica una sezione specifica alle domande dei candidati esterni e pubblica istruzioni operative e FAQ. Chi lavora e vuole prendere un secondo diploma dovrebbe dividere l’anno in blocchi, concentrandosi nei primi mesi per recuperare basi e materie caratterizzanti e poi nel fare simulazioni e prove scritte. Chi prova a fare tutto “alla fine” spesso si schianta sulla quantità di contenuti.

L’istruzione degli adulti (CPIA) e i percorsi serali: per chi è consigliata


Questa strada è spesso la più sostenibile per chi ha orari complessi o ha bisogno di un ambiente didattico con tutoraggio e ritmo regolare. I CPIA gestiscono percorsi per adulti e attivano, tramite scuole di secondo livello collegate, corsi finalizzati al diploma. Il Ministero descrive i percorsi di secondo livello come rivolti al conseguimento del diploma in ambito tecnico, professionale e artistico.
Il vantaggio concreto è la possibilità di valorizzare competenze già acquisite (anche lavorative) attraverso il riconoscimento di crediti, riducendo carichi inutili. Il limite, invece, è che serve continuità. In molti casi, la scelta migliore è parlare con la segreteria e chiedere chiaramente: orari, frequenza richiesta, modalità di valutazione, riconoscimento crediti.

“Secondo diploma” e passaggi di indirizzo: cosa cambiano esami integrativi e idoneità


Qui si entra in un territorio più tecnico, ma l’idea è semplice: chi vuole cambiare indirizzo o riallinearsi a un percorso differente dovrà sostenere degli esami integrativi. Il Ministero distingue questi strumenti e ne spiega la funzione (passaggio tra indirizzi e verifica delle discipline necessarie). Per prendere un secondo diploma bisogna anche considerare che tempi e materie variano molto in base all’indirizzo di partenza, a quello di arrivo e dalla classe in cui si vuole entrare. Per questo è importante non decidere “a sensazione” ma con un confronto preciso: elenco discipline mancanti, programmi, modalità d’esame, calendario.

Costi, tempi e carico di studio: cosa aspettarsi senza illusioni


Parliamo chiaro: non esiste un tempo unico valido per tutti. In media, chi sceglie la via del candidato esterno deve mettere in conto un anno di preparazione seriamente organizzato, soprattutto se cambia indirizzo verso un’area molto diversa (es. da liceo a tecnico con materie professionalizzanti). Nei percorsi per adulti, la durata dipende dal riconoscimento crediti e dal piano personalizzato, con un impianto pensato per essere compatibile con la vita lavorativa.

Sul fronte costi: con strutture pubbliche (CPIA e scuole statali) i costi diretti sono in genere contenuti (iscrizioni, contributi), mentre la spesa più grande è spesso “invisibile”: tempo, materiali, eventuale supporto didattico. Diffidare sempre di chi parla solo di prezzo e non fa mai una domanda sul punto di partenza: è un modo elegante per vendere un percorso standard a chi ha bisogni diversi.

Domande ricorrenti (e risposte senza giri di parole)


Posso ottenere un altro titolo se ne ho già uno? Sì: il Ministero prevede la possibilità di conseguire un secondo diploma presentando domanda come candidato esterno.
Serve avere una certa età? Le condizioni di accesso come candidato esterno sono chiarite nelle FAQ ministeriali e nelle note annuali; la cosa più sensata è verificare sempre i requisiti dell’anno di riferimento.
È più adatto un percorso serale o da privatista? Se hai bisogno di struttura, spiegazioni e ritmo costante, il percorso per adulti è spesso più sostenibile. Se sei autonomo, hai disciplina e preferisci un piano flessibile, la via del candidato esterno può funzionare meglio.
E se mi serve un indirizzo specifico? Qui entra la parte strategica: scegli quello che ti serve davvero (per lavoro, concorsi, percorsi post-diploma) e poi valuta la strada più compatibile con la tua settimana.

Come scegliere l’indirizzo giusto: una regola pratica che evita ripensamenti


Per non avere brutte sorprese o rimpianti e prendere un secondo diploma è importante verificare quali lavori o percorsi formativi diventano accessibili con quel titolo. Se si punta a ruoli tecnici, ad esempio, un diploma tecnico potrebbe avere un peso differente rispetto a un titolo generalista. Il rischio più comune è scegliere l’indirizzo “di moda” invece di quello coerente con il proprio obiettivo.

Pianificare lo studio da adulti: metodo ed errori


La motivazione è importante, ma non basta. Per prendere un secondo diploma è essenziale pensare a questo impegno come a un progetto, con tutto un portato di scadenze, materiali pronti e obiettivi piccoli ma concreti. Si consiglia anche di evitare alcuni errori ricorrenti quando si parlare di prendere il secondo diploma come affidarsi a promesse vaghe o non verificare i requisiti e le procedure ufficiali, specialmente per il candidato esterno. Il terzo è sottovalutare il cambio di indirizzo: alcune materie non sono “recuperabili in un weekend”, e scoprirlo tardi è frustrante.